Cos'è il D.L. 62/2026 sul Salario Giusto
Il Decreto-Legge 62 del 2026 riscrive in profondità la disciplina degli sgravi contributivi per l'occupazione, introducendo un vincolo sinallagmatico tra Stato e impresa: le risorse pubbliche vengono geneticamente subordinate al rispetto del salario giusto come definito dai contratti collettivi leader.
L'impianto abbandona la logica dei sussidi a pioggia e dell'automatismo contabile per abbracciare una rigida condizionalità retributiva. Al centro del sistema c'è il Trattamento Economico Complessivo (TEC): lo scostamento anche di una sola voce contrattuale fa crollare il presupposto stesso dell'agevolazione.
«Non basta più essere formalmente in regola con il CCNL: se manca anche una sola voce specifica, il bonus viene meno.»
Il TEC: cosa contiene davvero
Il TEC non è la paga base, né il minimo tabellare. È la somma di tutte le voci economiche obbligatorie previste dal contratto collettivo leader per il livello di inquadramento del lavoratore. Vanno controllate riga per riga:
- Paga base e minimo tabellare del livello
- Scatti di anzianità maturati
- Indennità di funzione, di mansione e di reperibilità
- Superminimi contrattuali e ad personam
- Elementi economici territoriali (EET)
- Welfare contrattuale obbligatorio (assistenza sanitaria, previdenza complementare)
- Tredicesima, quattordicesima e altre mensilità aggiuntive ove previste
L'incremento occupazionale netto
L'agevolazione spetta solo se l'assunzione genera un reale ed effettivo aumento della forza lavoro. Il calcolo confronta i lavoratori occupati in ciascun mese con la media dei dodici mesi precedenti. È un valore dinamico: non basta fotografarlo al momento dell'assunzione.
Per i contratti part-time il computo è ponderato sulle ore. Il vincolo opera anche a livello di gruppo (art. 2359 c.c.): le diminuzioni in società controllate o collegate si sottraggono all'incremento. Persino dimissioni volontarie e pensionamenti possono far decadere il beneficio nel mese di computo.